EMDR: la tecnica di desensibilizzazione e riprogrammazione attraverso i movimenti oculari

foto emdr

EMDR è l’acronimo di “Eyes Movement Desensitization and Reprocessing” che si traduce con "desensibilizzazione e riprogrammazione attraverso i movimenti oculari". 

Desensibilizzazione” nel senso di diminuzione della sensibilità, attenuazione di tutto ciò che è conseguenza di traumi psicologici. Con “Riprogrammazione” si intende invece la possibilità di integrare i ricordi negativi con il resto dei ricordi della persona, in maniera che non spicchino in primo piano ed anzi possano giacere su una sorta di “sfondo mnemonico”.

L’EMDR è infatti uno dei trattamenti individuali privilegiati per i disturbi da stress post-traumatico ovvero i disturbi che talvolta colpiscono le persone che hanno subito un’esposizione a traumi psicologici, con pericolo per la propria incolumità (fisica o psicologica) o per quella dei propri cari.

Eventi tipici connessi a traumi psicologici sono, ad esempio:
– incidenti stradali;
– violenze personali (aggressioni, lesioni, abusi, ecc..);
– catastrofi naturali (terremoti, tsunami, incendi, alluvioni, ecc..).

Le conseguenze che le persone a volte vivono nei periodi successivi all’esposizione traumatica, si presentano sotto forma di: confusione, flashback (immagini intrusive dell’evento), ansia, agitazione, irritabilità, senso di colpa, riproposizione delle sensazioni vissute al momento dell’evento ed evitamento delle situazioni che ricordano l’evento traumatico.

Secondo la teoria dell’AIP (Adaptive Information Processing), la nostra mente elabora gli eventi negativi, riuscendo progressivamente a superarli e ad integrarli con il resto dei ricordi. E’ infatti esperienza comune di tutti, quella di riuscire pian piano a superare e “mettere a posto” i ricordi dolorosi.
In alcuni casi, invece, è come se questo sistema si inceppasse e le persone iniziano o continuano a vivere dolorosamente i vissuti degli eventi traumatici in forma frammentata attraverso immagini, suoni, odori o emozioni e sensazioni (come sentirsi indifesi, sentirsi impotenti o sovrastati).
L’approccio EMDR si cura di integrare questi aspetti frammentati del ricordo, e dunque della persona, e permette di superarli e integrarli con la restante narrazione di sé.
Attraverso l’EMDR è considerata ogni dimensione del ricordo che può avere ancora eco per la persona: la dimensione mentale e di pensiero, la dimensione emotiva e la dimensione sensoriale. In questo modo è possibile sollecitare proprio quel processo naturale che normalmente agisce nella nostra vita quotidiana.
Lo stimolo che lo psicoterapeuta utilizza con l’EMDR è la stimolazione bilaterale dei movimenti oculari, attraverso il movimento cadenzato delle dita, prassi che “desensibilizza” i frammenti dolorosi dei ricordi, ovvero li rende meno invasivi e presenti.

Oggi l’EMDR è considerato un trattamento d’elezione per i disturbi da stress post-traumatico ed è utilizzato anche all’interno di percorsi di psicoterapia per affrontare tutti quegli eventi dolorosi tipici delle relazioni affettive che possono concorrere a particolari stati di disagio e sofferenza durante la vita.

Dott. Daniele Manasse

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