L'influenza delle relazioni infantili nelle scelte amorose

Spesso ci chiediamo quali siano i fattori che incidono sulla scelta di un partner piuttosto che un altro; il paradigma dell’attaccamento offre un’interessante prospettiva per spiegare le ragioni delle difficoltà nel formare e mantenere legami soddisfacenti nelle relazioni di coppia.

Origini dei legami relazionali

Gli studiosi dell’attaccamento osservano nei bambini un “sistema comportamentale” straordinariamente forte e indirizzato alla figura di accudimento primaria, attivato in situazioni di disagio/paura e teso alla ricerca di protezione.

Una relazione di attaccamento può essere definita dalla presenza di tre caratteristiche:

  • Ricerca di vicinanza a una figura preferita;
  • L’effetto “base sicura”, creato dalla figura di attaccamento. Una base sicura consente e incoraggia la curiosità e l’esplorazione del bambino, mentre in presenza di minacce permette al bambino di rifugiarsi e di cercare fiduciosamente conforto;
  • Protesta per la separazione.

I MOI e gli stili di attaccamento

Il sistema di attaccamento si sviluppa nei primi tre anni di vita a partire dalle interazioni ripetute fra bambino e caregiver (colui che si prende cura del piccolo). In seguito gli schemi di attaccamento diventano sempre più proprietà del bambino stesso piuttosto che delle interazioni reali, cioè il bambino – e in seguito l’adulto - ricorre ai suoi Modelli Operativi Interni (MOI) di sé e degli altri per leggere e interpretare la realtà che lo circonda. I MOI possono essere intesi come aspettative inconsapevoli che abbiamo su noi stessi e sugli altri, che ci porteranno ad interagire in un modo piuttosto che in un altro. Nuove ed importanti esperienze possono modificare ed aggiornare i MOI, anche se essi tendono a mantenersi relativamente stabili.

La ricerca ha permesso di evidenziare 4 tipi di attaccamento, aventi alla base MOI molto diversi fra loro:

  • Attaccamento sicuro: i bambini sono angosciati per la separazione dal caregiver, ma si fanno consolare al suo ritorno e poi tornano serenamente a giocare.
  • Attaccamento insicuro-evitante: i bambini non mostrano angoscia per la separazione e ignorano il genitore quando rientra. Sono inibiti nel gioco.
  • Attaccamento insicuro-ambivalente: i bambini sono molto angosciati per la separazione e appaiono inconsolabili al momento della riunione con il genitore. Il gioco esplorativo è inibito.
  • Attaccamento insicuro-disorganizzato: i bambini manifestano comportamenti confusi, come “paralizzarsi” o fare movimenti stereotipati al rientro del genitore.

Dall’attaccamento infantile all’attaccamento adulto

Le relazioni sentimentali adulte possono essere intese come “attaccamenti”, in quanto contengono le qualità di fornire una base sicura – permettendo lavoro ed esplorazione – e un rifugio protettivo in caso di necessità. In ogni relazione di lunga durata le qualità dell’attaccamento verranno man mano acquisite, in modo che la funzione “base sicura” sarà l’ultima soddisfatta dal partner.

Gli stili di attaccamento adulto richiamano quelli infantili e dipendono dai MOI:

  • Stile sicuro: la persona ha fiducia in sé stessa e nelle relazioni, perciò riesce a vivere le relazioni con serenità e a sentirsi contemporaneamente a suo agio sia con l’autonomia che con l’intimità.
  • Stile evitante: la persona ha paura dell’intimità e la evita; difficilmente si fida dell’altro e reagisce ai problemi distaccandosi, mentre l’immagine di sé è più positiva.
  • Stile ansioso-ambivalente: la persona non si fida dell’altro, ma vi è un forte desiderio fusionale con il partner, per cui lo stile relazionale è continuamente richiedente. L’immagine di sé è negativa e si vorrebbe controllare l’altro.

In che modo l’attaccamento può influenzare la scelta del partner?

I MOI ci farebbero anche selezionare gli ambienti che meglio si adattano alle opinioni che abbiamo di noi stessi e degli altri, entrando in gioco nella scelta del partner. Ad esempio, è probabile che una persona con “attaccamento ambivalente”, tesa ad ottenere rassicurazioni da una persona giudicata poco interessata e disponibile, scelga inconsapevolmente come partner una persona con “attaccamento evitante”, che nega i suoi bisogni di dipendenza nella convinzione che l’altro non vorrebbe mai soddisfarli.

Tra i vari accoppiamenti possibili fra gli stili citati, quelli che più si riscontrano sono:

  • Attaccamento di coppia sicuro, in cui entrambi i partner riescono sia ad esprimere i propri bisogni che a soddisfare quelli dell’altro.
  • Attaccamento di coppia evitante/ansioso, in cui il partner ansioso si sente costantemente deprivato e abbandonato, mentre il partner evitante è infastidito dai bisogni di dipendenza dell’altro.
  • Attaccamento di coppia sicuro/insicuro, in cui la presenza di un partner sicuro può fornire al partner insicuro un’occasione per rivedere e aggiornare i suoi modelli mentali.

Così, mentre i soggetti sicuri tendono ad unirsi ad altri soggetti sicuri, i soggetti insicuri tendono ad unirsi ad altri soggetti insicuri, ma con uno stile di attaccamento diverso dal loro. E’ improbabile, ad esempio, che una relazione fra un “evitante” e un “ansioso” sia realmente soddisfacente, ma è molto probabile che sia duratura, proprio perché ognuno dei partner confermerebbe le aspettative dell’altro.

 

Arianna Mohamoud

 

*Note sull'autrice:
Arianna Mohamoud è Psicologa e Psicoterapeuta a indirizzo psicodinamico. Svolge privatamente l’attività di psicoterapeuta effettuando consulenze e percorsi di psicoterapia rivolti a bambini, adolescenti e adulti. Ha maturato esperienza decennale nelle scuole di ogni ordine e grado, attuando progetti educativi per alunni con disabilità psico-fisica. Dal 2013 è socio ordinario Psy+ Onlus, con cui collabora principalmente come progettista e psicologa nell’Area Scuola.

 

 

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