Che fine ha fatto il padre? L’evoluzione della figura paterna nel corso della storia dell’uomo

Viaggio attraverso il pensiero dello psicoanalista Luigi Zoja
Recensione del libro “Il gesto di Ettore”

Nel 2000 lo psicoanalista Luigi Zoja pubblica il saggio dal titolo “Il gesto di Ettore – Preistoria, storia, attualità e scomparsa del padre” con l’intento di portare luce sull’evoluzione della figura paterna nel corso della storia dell’uomo.

L’autore non si riferisce al padre come al genitore maschio ma lo intende come principio psichico (o, nell’ottica junghiana che gli appartiene, "archetipo") attivo nella mente del figlio, e svolge la trattazione prendendo in esame una vasta serie di testimonianze come reperti storici, comportamenti, produzioni artistiche e studi scientifici.

Secondo l’analista, se essere genitrice ed essere madre sono in una continuità naturale, lo stesso non possiamo dire della paternità: essere genitore ed essere padre sono, fin dalle origini, dimensioni distinte.
La paternità nasce nel momento in cui il maschio-procreatore effettua una scelta, quella di prendersi cura della propria prole. Questo comportamento, “premiato” dalla selezione naturale, rappresenta per Zoja il primo bagliore della civiltà.

La paternità non è quindi un fatto biologico: è proprio l’intenzione del maschio-genitore a divenire padre che lo porta a uscire dai confini dell’evoluzione naturale e a entrare nel mondo della “disciplina degli istinti”; siamo di fronte alla comparsa del rinvio, alla costruzione del progetto, a “una costruzione nel tempo e una costruzione del tempo” (cit. p.54).

La ricerca di Zoja è di stampo psicologico, e in questo campo i miti hanno un valore fondamentale. È Ettore che tra tutti si eleva come padre. Il principe di Troia possiede una nuova coerenza rispetto agli eroi del suo tempo: non gli appartiene la "hybris" (l’arroganza del "maschio-animale") dell’impavido Achille o del già più ambivalente Ulisse, ma ha il coraggio di affrontare con responsabilità sia le battaglie “al di fuori”, contro gli invasori, sia quelle dei conflitti interni, dei rapporti familiari, dei sentimenti.

Ci racconta Omero che, poco prima di scendere in campo per la sua ultima battaglia, Ettore vuole salutare il figlio Astianatte; si tende verso di lui per abbracciarlo un’ultima volta. Il bimbo però si ritrae spaventato: non riconosce il padre con l’armatura. È a quel punto che il principe di Troia si sfila l’elmo, lo poggia a terra e di nuovo si sporge verso il figlio che ora, sì, vede il padre e si slancia verso di lui.    
È proprio questo gesto di Ettore che viene preso come “marchio del padre” (cit. p.101): egli è insieme guerriero e padre, e sa di esserlo.

Zoja risale il fiume della storia toccando vari porti: da Enea, precursore del padre della civiltà romana, all’avvento del cristianesimo, che sconvolgerà l’ordine precostituito ponendo una uguaglianza tra il padre e il figlio; il medioevo, la schiavitù nel continente americano, la rivoluzione francese con la “decapitazione” del padre. Un importante passaggio è rappresentato dall’industrializzazione, con la progressiva sparizione della figura paterna dalla quotidianità della famiglia. E poi le guerre mondiali, le grandi dittature e i movimenti di protesta giovanile del secolo scorso. Fino ad arrivare ai giorni nostri, contraddistinti dallo smarrimento del padre, tra il pericolo di una regressione al "maschio-guerriero" e una sproporzionata "maternalizzazione".

Questo saggio, pieno di spunti su cui riflettere e immagini in cui rivedersi, ci ricorda che la paternità rappresenta una conquista del genere umano, e in quanto tale è esposta al rischio di essere perduta. Soprattutto oggi, in tempi in cui la tecnica progredisce impetuosamente chiamandoci a modificare i nostri concetti, non dovremmo mai perdere la consapevolezza che i principi psichici che tendono a guidarci rimangono sedimentati nei luoghi più profondi della nostra mente, e non possiamo esimerci dal confrontarci con loro.

 

BIBLIOGRAFIA
L. Zoja (2000), Il gesto di Ettore – Preistoria, storia, attualità e scomparsa del padre, Bollati Boringhieri, Torino 2016

 

*NOTE SULL’AUTORE
Luca Di Bernardo, psicologo clinico. Lavora privatamente a Pescara con bambini, adolescenti e adulti. Collabora con vari enti e associazioni sul territorio per la promozione e la tutela della salute mentale. Dal 2017 collabora con Psy+ Onlus in qualità di psicologo all’interno dei progetti di psicologia dell’emergenza rivolti alle popolazioni coinvolte nel sisma del centro Italia.

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