fbpx
IL BENESSERE PSICOLOGICO DI OGNI PERSONA È PARTE DEL DIRITTO ALLA SALUTE AIUTACI A DIFFONDERLO

Diventare genitori durante il lockdown: esperienze e riflessioni

L'articolo affronta l’argomento della genitorialità durante il lockdown e in particolare del delicato periodo perinatale tra gravidanza e “quarto trimestre”, la fase immediatamente successiva al parto e alla nascita del bambino.

 

”Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”

Proverbio Africano

 

Diventare genitori è un’esperienza che rivoluziona la vita per sempre. Diventarlo durante una pandemia mondiale poi, è certamente una sfida particolare, che da un lato ha portato grandi ostacoli, ma anche effetti secondari positivi e irripetibili. Abbiamo chiesto ad alcune madri di condividere la loro esperienza

 

Una delle difficoltà più grandi del diventare genitori in questo 2020 è stata senza dubbio l’isolamento. “Nessuno può venire a trovarti ed aiutarti in questa nuova avventura”, ci dice C., mamma di L.. Anche Alice, mamma di Bianca, racconta quanto il non poter contare sull’aiuto delle famiglie sia problematico, così come l’incertezza o la paura del contagio, oltre all’impossibilità di far conoscere il neonato alle famiglie che vivono lontane. Per V., madre di L., il contatto con parenti o amici diventa una fonte di angoscia: “Ho autorizzato al contatto solo le nonne”, condividendo quanto sia tormentata la scelta di proteggere sua figlia pur cercando di trasmettere l’amore dei suoi cari.

Nonostante le difficoltà, tuttavia, ci sono stati aspetti positivi. La sensazione di “protezione” nei reparti di maternità degli ospedali è stata riportata diffusamente. Viviana, mamma di Adriano, racconta: “E’ stato strano, ma ha creato una situazione di cura straordinaria, tutte le gestanti erano isolate rispetto al resto del mondo per precauzione sanitaria, e il personale era estremamente disponibile”. 

Il tempo sospeso, il recupero della lentezza, il rallentamento forzato e la clausura hanno permesso a molti genitori in attesa o neogenitori di sperimentare in modo privato e speciale questa nuova condizione. Per quanto manchi terribilmente una socialità diffusa, A. confessa, infatti, di essere contenta di non aver avuto l’”ingombro” iniziale di amici e parenti, regalando una dimensione intima di costruzione del nuovo equilibrio con il compagno, o comunque di ri-adattamento alla nuova normalità.

Pare davvero difficile immaginare il futuro più in là dell’immediato: si vive giorno per giorno, affrontando un problema alla volta, una gioia alla volta, una notte insonne alla volta. La mancanza di aiuto da parte della rete di sostegno rende ardua una progettualità che consideri ad esempio il ritorno al lavoro, specialmente per le madri, e questo può incidere profondamente sul benessere e sull’acquisizione di un equilibrio. Lo stress legato all’idea che “le [mie] azioni possano danneggiare la salute della [mia] famiglia” si aggiungono al clima generale di crisi economica e incertezza legata all’evoluzione della situazione virus.

Le esperienze qui condivise ritraggono una “normalità straordinaria”, in un momento storico dove di normale c’è ben poco. A volte però, il disagio può essere difficile da sostenere, capire, diventa una presenza scomoda e ingombrante: non si riesce a distinguere la fatica “normale” del periodo con qualcosa di diverso, che non quadra. Le donne colpite da depressione post-parto si sentono “disconnesse”, non si sentono “se stesse”, si chiedono se ci sia qualcosa che non vada in loro. Il solo identificare questo malessere può essere molto doloroso.

Se queste parole ti rappresentano, o se conosci una mamma che può averne bisogno, non esitare a cercare aiuto. Serve un villaggio per crescere un figlio, e costruire una rete di supporto per i genitori e i neonati non può che far bene a loro, e a noi tutti. In caso di bisogno, ci si può rivolgere ai servizi e ai professionisti presenti sul territorio di riferimento per richiedere un percorso di sostegno psicologico. E’ possibile anche contattare il team di psicologi e psicoterapeuti del Centro Clinico di PsyPlus al Numero Verde: 800.91.04.89. 

Se l’aiuto può fare la differenza in tempi normali, diventa adesso urgente evidenziare il disagio e le complessità tipiche del periodo perinatale, cercando di oltrepassare l’isolamento con proposte di cura innovative e creative.

Valeria Giannuzzi

 

*Note sull'autrice: Valeria Giannuzzi è Psicologa Clinica e Dottore di Ricerca in Scienze Sociali con Specializzazione in Studi Migratori. E' tra i soci fondatori di PsyPlus Onlus, con la quale attualmente collabora a distanza. Fondatrice e direttrice di The Hug Support Group, si occupa attualmente della salute mentale e del supporto alla genitorialità delle famiglie nel quartiere multietnico di Barking, Londra.

**Alcuni nomi delle persone intervistate sono stati alterati per proteggere l’anonimato.

maternità, lockdown, Genitori, perinatalità, esperienze





Con il tuo aiuto, ogni giorno

traduciamo le conoscenze della psicologia in progetti efficaci

per il benessere psicologico di ogni persona

Segui i Social PsyPlus


&

resta in contatto